Fissazioni mentali: Terapia Breve per il ripetere frasi ossessivamente

psicologo bravo roma

Ripetere frasi ossessivi nella mente.

Speriamo che domani non venga a piovere. Speriamo che domani non venga a piovere. Speriamo che domani non venga a piovere. Speriamo che domani non venga a piovere. Speriamo che domani non venga a piovere. …

Così all’infinito, o quasi.

Ripetere frasi nella mente, o anche ripetere frasi ossessivamente a voce alta, è una delle tipiche manifestazioni del Disturbo Ossessivo-Compulsivo.

Credo che sia molto facile immaginare quanto possa essere invalidante: una pioggia battente nel cervello, un tormento ossessivo che intrude fastidiosamente nella mente o di cui sentiamo di non poter fare a meno.

Eppure, la Terapia Breve è molto efficace con chi ripete sempre la stessa frase o le stesse frasi. Oggi cerco di dare qualche suggerimento proprio in questo senso.

Ripetere sempre le stesse frasi: perché?

Che sia mentale o verbale, il ripetere sempre la stessa frase può avere diverse ragioni. Non parlo tanto delle “cause profonde”, che la Terapia Breve a differenza degli approcci psicodinamici non va a indagare (non perché non le reputi interessanti, ma perché non è il modo più veloce per risolvere un problema – se vuoi saperne di più delle differenze tra Terapie Brevi e Psicoanalisi clicca qui).

Parlo delle ragioni per cui vengono messe in atto.

Possono essere varie, ma ne voglio indicare in particolare due:

  1. Si tratta di un impulso irresistibile: un ragazzo mi disse che le frasi semplicemente gli si “attaccavano addosso”: sentiva alcune frasi e quelle, inspiegabilmente, si inserivano nella mente e cominciavano a ripetersi senza sosta. Altre volte nemmeno le sentiva, le pensava lui stesso e “il disco s’inceppava su quella frase”.
  2. Vengono ripetute per scongiurare, propiziare o rimediare a qualcosa: la frase in questo caso non arriva dal nulla, ma la persona sente di doverla ripetere per scongiurare che accada qualcosa (ad esempio teme che se non lo farà succederà qualcosa di brutto ai suoi cari), o per propiziare qualcosa (ad esempio per far andare bene un colloquio di lavoro o un esame), o per rimediare a qualcosa che ha fatto e per cui sente di dover fare una sorta di espiazione.

Ci sono ovviamente altre motivazioni, ma queste sono decisamente tra le più comuni (Nardone & Portelli, 2015).

Cosa mantiene in atto il meccanismo?

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A volte gli altri non sospettano nulla.

Paradossalmente, a volte ciò che la persona fa è proprio cercare di evitare quella frase. Quando arriva cerca di scacciarla, o di impedirle di intrudere fastidiosamente nella sua vita mentale.

Altre volte cerca con tutta se stessa di non pensare quella frase ma, come saprai, se cerchi di non pensare all’orso bianco ti verrà in mente… l’orso bianco.

Più in generale, poi, finiamo spesso per vedere solo quella realtà. Come un quadro bianco in cui un punto nero, fastidioso, catalizza tutta la nostra attenzione: finiremo per intitolare quel quadro come “Punto nero su sfondo bianco”, anziché “Sfondo bianco con punto nero”.

E gli altri possono non accorgersi di nulla, non sospettare nemmeno del problema. Un inquilino abusivo che abita la nostra mente, che la occupa abusivamente, e che si fa sentire ogni giorno col suo martellare costante.

Nella vita ci sono sempre erbacce e fiori, ma la quantità e la qualità del tempo che dedichiamo a osservare e pensare alle prime o alle seconde fa tutta la differenza del mondo. E, quando parliamo di erbacce e fiori “mentali”, più li osserviamo, più crescono – decidi allora su quali posare il tuo sguardo.

Come interrompere le frasi ossessive

La Terapia Breve si è dimostrata efficace per qualunque tipo di problematica. Anche per le varianti del Disturbo Ossessivo-Compulsivo. A volte può bastare anche una sola seduta (ne abbiamo riportato un esempio io e il mio mentore nella Terapia a Seduta Singola, Michael Hoyt, con cui abbiamo scritto un articolo che uscirà il prossimo anno su una rivista scientifica di settore).

Ma come fare?

La cosa migliore è sempre rivolgersi a uno psicologo, ma ci sono alcuni suggerimenti derivati dalle tecniche paradossali o da altre strategie delle Terapie Brevi, che puoi mettere in atto. Alcuni puoi approfondirli qui, ma oggi ti voglio fare un breve elenco:

  1. Dedicati uno spazio di 2 minuti in cui ripetere le frasi: proprio così, devi metterti per 2 minuti a ripetere proprio quelle frasi che ti vengono in mente e non si tolgono più. Se per esempio la frase è “Devo andare a vivere in campagna”, mettiti per 2 minuti a ripeterla volontariamente. Fallo più di una volta al giorno, ad esempio a intervalli regolari di 3-4 ore. Se le frasi sono mentali lo farai nella mente, se sono verbalizzate le ripeterai a voce.
  2. Ripetile al contrario: in questo caso, oltre a ripeterla per due minuti, lo dovrai fare al contrario: “Campagna in vivere a andare devo”. Se anziché una frase si tratta di una o due parole, ad esempio “Orso bianco”, dovrai ripetere ogni lettera al rovescio: “Ocnaib osro”, anche qui per due minuti.
  3. Guarda i fiori, non le erbacce: “Cosa penso che riuscirei a fare, oggi, se le mie ossessioni fossero un po’ meno fastidiose di ieri?”. Pensaci cinque minuti la mattina e poi, durante la giornata, osserva cosa eventualmente riuscirai a fare come se quelle ossessioni fossero meno forti e a cos’altro avverrà durante la giornata che ti farà dire che le ossessioni sono un po’ meno fastidiose del giorno prima. Pensa a trecentosessanta gradi: a come ti sentirai, a cosa penserai, a cosa farai… E nota cosa avverrà di spontaneo durante la giornata.

Come funzionano queste tecniche?

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Interrompere le frasi ossessive con la Terapia Breve.

Evito di calarci giù lungo il pozzo di studi e ricerche scavato dalle Terapie Brevi, ma un’idea te la sarai già fatta.

Da un lato, le prime due tecniche fanno riferimento specialmente all’idea di “intervento paradossale”: esasperare un sintomo, farlo di più, può portare alla sua estinzione.

Questo, in sommi capi, perché da un lato annulli ciò che tentavi di fare (l’opposto, cioè scacciare il sintomo, la frase mentale) e che non funzionava – anzi, contribuiva a mantenere il problema; e dall’altro perché metti sotto il tuo controllo volontario qualcosa che, per definizione, volontario non è (il sintomo, appunto).

La terza tecnica invece ti porta proprio a concentrarti di più su ciò che funziona, anziché su ciò che non va. Ricorda, come disse Milton Erickson, in un giardino puoi scegliere se guardare le erbacce, o i fiori.

Se le tecniche non bastano

Fosse tutta una questione di usare la tecnica giusta noi psicologi ci limiteremmo a scrivere libri di tecniche!

Spesso occorre capire per bene il funzionamento particolare del problema per quella specifica persona, adattando la tecnica, creandone una nuova o scoprendo insieme a lei qual è il modo migliore – e più veloce! – per aiutarla. Altre volte invece la tecnica in sé è utile, ma non sufficiente. E altre ancora c’è anche altro su cui la persona vuole concentrarsi.

In tutti questi casi, e in generale quando da soli non riusciamo a risolvere i nostri problemi, la figura di riferimento è lo psicologo, che ha le competenze e le abilità chiave per riuscire a far sì che tu possa sbloccare definitivamente il lucchetto delle frasi ossessive, per liberarti definitivamente di questo fastidioso peso.

Dr Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Terapia Breve
Terapia a Seduta Singola
Ipnosi

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Riferimenti bibliografici

Hoyt, M. H. & Cannistrà, F. (in revisione). Single-Session Therapy: A healthful approach to effectively and efficiently solving client problems. Articolo scientifico.
Nardone, G. & Portelli, C. (2015). Ossessioni. Compulsioni. Manie. La terapia in tempi brevi. Milano: Ponte alle Grazie.

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