Migliorare il tuo rapporto con il cibo

Bravo psicologo a Monterotondo

Non è raro che molti disturbi del comportamento abbiano origine proprio dal rapporto che si ha col cibo

Il rapporto con il cibo, per molti, è decisamente problematico.

Spesso, proprio questa relazione, si pone alla base di problematiche connesse all’alimentazione e al modo di alimentarsi, come l’obesità.

Infatti, non è raro che molti disturbi del comportamento abbiano origine proprio dal rapporto che si ha col cibo, rapporto che inizia a formarsi fin dal grembo materno.

Tuttavia, non sempre un rapporto problematico con il cibo sfocia in patologie estreme quali i disturbi alimentari.

Quello che però si può verificare è un forte disagio che si vive nel quotidiano, potremmo definirle situazioni di mezzo, quindi quelle situazioni che non si collocano tra le condizioni di DCA, disturbi alimentari veri e propri, ma che comunque possono alterare la percezione del cibo e avere conseguenze sociali e relazionali.

Rapporto con il cibo, l’aiuto delle Terapie Brevi

Un rapporto conflittuale col cibo può significare una vita sociale e privata di bassa qualità. Non necessariamente si deve parlare di stati patologici, come bulimia e anoressia, ma anche semplicemente di disturbi meno seri ma che possono influenzare il corso della nostra giornata.

Tempo fa trattai un caso di cattivo rapporto col cibo. La paziente, una donna di 42 anni, non era più in grado di vivere una vita sociale serena.

Non stiamo parlando quindi di un disturbo alimentare che rientra tra i casi estremi, semplicemente di una persona realmente in sovrappeso, ma non eccessivamente, che aveva iniziato a seguire un regime alimentare molto restrittivo.

Bravo psicologo Roma

Un rapporto conflittuale col cibo può significare una vita sociale e privata di bassa qualità

La paziente, senza alcun consulto medico, aveva eliminato dall’alimentazione quotidiana diversi cibi.

Oltre a seguire un regime alimentare completamente squilibrato, con questo comportamento si era preclusa la possibilità di una normale vita sociale.

Per non “cedere alle tentazioni”, infatti, rifiutava di mangiare in compagnia e fuori casa. Niente pizza al sabato, niente matrimoni, niente feste.

Perfino in ufficio rifiutava un semplice spuntino con i colleghi al bar all’ora di pranzo.

Il risultato era che la donna aveva finito per chiudersi sempre più in se stessa minando le relazioni quotidiane.

Quando venne da me il suo livello di stress era molto elevato.

Abbiamo iniziato un percorso di Terapia Breve oggi concluso positivamente.

L’efficacia della Terapia Breve

Di contro a questo caso, che in realtà si è mostrato relativamente semplice da risolvere, ce ne sono molti altri ben più complessi. Anche nel trattamento delle psicopatologie la Terapia Breve risulta essere efficace.

Un caso classico è quello del vomiting, una forma compulsiva che tende a intrappolare la persona in un circolo vizioso dove piacere per la trasgressione e sensi di colpa si alternano.

Potenzialmente si tratta di una condizione molto pericolosa in quanto tale circolo è difficile da interrompere.

Oltre al forte stress che vive quotidianamente la persona, ci sono una serie di disturbi e di danni anche fisici, basti pensare ai danni ai denti e alle gengive, che possono minare la salute della persona che si trova in questo stato.

Con la Terapia Breve, anche in questi casi, si possono ottenere miglioramenti in tempi rapidi, consentendo al paziente di uscire dallo stato di sofferenza, del suo e di quello dei suoi familiari.

Studio Terapia Breve Monterotondo

Non in tutti i casi di scorretto rapporto col cibo è però possibile agire con la medesima strategia

Come nel precedente caso, anche nella sindrome da vomito o vomiting (Nardone, Verbitz & Milanese, 1999), bulimia con condotte di eliminazione, come viene definita in termini tecnici, i risultati ottenuti con le Terapie Brevi sono apprezzabili perché si va a lavorare sulla condotta esistente in modo da poterla eliminare del tutto.

Premesso che vi sono diversi modi di mettere in atto questo modello di comportamento, puoi approfondire qui, con la Terapia Breve si va ad agire sul presente.

Non in tutti i casi di scorretto rapporto col cibo è però possibile agire con la medesima strategia.

Le tecniche che funzionano con anoressia e bulimia, ne parlo qui, col vomiting non sono efficaci, mentre lo è la “tecnica dell’intervallo”, una tecnica semplice che consente di eliminare l’impulso a vomitare in circa due settimane.

Diete: anche come mangi è importante

Chi segue una dieta di solito si preoccupa di cosa mangia, conta le calorie, pesa i cibi, ma non considera che è altrettanto importante il come si mangia.

Mangiare di corsa, spesso in piedi, oppure di nascosto in casa, fare delle vere razzie del frigorifero di notte, sono tutti fattori determinati. Ma non solo.

Si deve considerare anche se si mangiano cibi cucinati da sé o acquistati pronti, se si mastica per bene o se si inghiotte senza nemmeno assaporare il piatto, se si mangia da soli o in compagnia.

Tutto questo influenza le nostre abitudini alimentari e lo fa fin dalla prima infanzia. Se il bambino, in casa, consuma dei pasti in modo sereno con tutta la famiglia, probabilmente da adulto avrà un buon rapporto col cibo.

Viceversa, se viene forzato a mangiare determinati cibi poco graditi o se i pasti vengono consumati frettolosamente e in modo distratto, è probabile che quel bambino sviluppi, nel corso degli anni, un cattivo rapporto col cibo.

Alcuni suggerimenti di Terapia Breve

Con la Terapia Breve è possibile eliminare il problema del cattivo rapporto col cibo, ecco qualche suggerimento:

Psicoterapeuta a Roma

Segnati ciascun comportamento/atteggiamento in una lista

  1. Ogni mattina pensa: “Se oggi volessi avere un comportamento alimentare scorretto, cosa dovrei fare?”, segnati ciascun comportamento/atteggiamento in una lista facendo anche degli esempi, come mangiare al volo; non prestare attenzione a quello che mangio; utilizzare eccessivi condimenti ecc. La sera rivedi la lista e metti una X accanto alle cose che eventualmente hai fatto; fallo per almeno tre settimane, per iniziare ad avere una nuova abitudine.
  2. Subito dopo la lista (ma anche dopo le 3 settimane) la mattina, per cinque minuti, pensa: “Cosa mi andrebbe di mangiare oggi?”, e butta giù sempre una lista di cose. Non fa nulla se poi la seguirai o meno, anche se ovviamente l’obiettivo è quello.
  3. Fai caso a “come” mangi: cerca di renderla un’esperienza piacevole a 360°.
  4. Fai attenzione alle cose del mangiare che ti danno piacere, qualunque elemento: gusto, orario, luogo, persone, condimento, stato emotivo. Mangi con o senza smartphone, facendo altro o meno, ascoltando musica?, ecc.

Conclusioni

Il rapporto col cibo è spesso alla base di scorrette abitudini alimentari, se non di disturbi dell’alimentazione. La vita frenetica di tutti i giorni possono influire sul nostro rapporto col cibo, dando luogo a un circolo vizioso dal quale è difficile uscire.

I rapporti sociali, lavorativi, ma anche il normale svolgimento della vita quotidiana, possono essere gravemente danneggiati da questi comportamenti.

Con la Terapia Breve, in poche sedute, il circolo viene interrotto mettendo in atto nuovi comportamenti ed eliminando quelli scorretti.

Contattami se vuoi avere maggiori informazioni e se vuoi lascia un commento sulla tua esperienza sulla mia pagina Facebook.

 

Dr Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Terapia Breve
Terapia a Seduta Singola
Ipnosi

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