Paura di amare: la filofobia - LO STUDIO DELLO PSICOLOGO

Paura di amare: la filofobia

Lo so che mi ama, è sempre così disponibile e buono con me… però ho paura che mi molli da un momento all’altro. Ho paura di soffrire ed è più forte dell’amore che provo, quindi preferisco interrompere la relazione

La possibilità di essere lasciati o “abbandonati” in una relazione, è un pensiero che sfiora o ha sfiorato tutti.

L’idea di innamorarsi di nuovo, magari dopo una storia finita male, cominciando tutto da capo, spaventa uomini e donne in egual misura, anche se le donne riescono a cogliere con più facilità i segnali di malessere ed a chiedere aiuto nel momento in cui il timore del “nuovo” diventa un problema più serio.

Una situazione di questo tipo, attraverso le Terapie Brevi, può essere risolta anche dopo pochi incontri, restituendo alla persona benessere ed un nuovo modo di stare in relazione con l’altro, interrompendo le tentate soluzioni disfunzionali. Se vuoi approfondire questo argomento, puoi leggere questo articolo.

Che cos’è la philophobia?

Oggi, generalmente, viene usato un termine per indicare chi ha una paura anomala ed ingiustificata di amare: la filofobia.

Ci si riferisce a quelle persone che di fronte alla possibilità di instaurare un legame più stabile e duraturo sperimentano dei sintomi simili ad alcuni Disturbi d’ansia: tachicardia, dispnea, eccessiva sudorazione, nausea, agitazione.

Se ci pensiamo bene innamorarsi è un evento della vita che ci espone e ci mette a nudo di fronte all’altro: affidiamo all’altro “pezzi” di noi stessi e della nostra storia personale, mettiamo allo scoperto paure e dubbi, riponiamo nell’altro desideri ed aspettative, togliendoci ogni maschera o protezione.

Ma non tutti sono in grado di mettersi in gioco così tanto e, alcune volte, può accadere che si preferisca il proprio mondo “sicuro”, fatto di certezze nel quale si ha riluttanza o difficoltà a far entrare qualcuno.

Perché?

Le cause possono essere molteplici ed è difficile stabilire una relazione causa-effetto. Possiamo però limitarci ad elencare alcuni fattori che potrebbero facilitare l’assumere dei comportamenti “problematici” all’interno di una relazione.

Ad esempio, dopo una profonda delusione amorosa una persona potrebbe riscontrare difficoltà ad abbandonarsi ad un’altra storia anche a distanza di tempo: in questo caso la “paura d’amare” potrebbe essere una difesa messa in atto dalla persona con l’obiettivo di proteggersi da un’eventuale altra sofferenza.

Anche aver vissuto in un ambiente familiare ipercritico e molto giudicante potrebbe far aumentare la paura di essere rifiutati o abbandonati, portando la persona a fuggire in situazioni in cui c’è la possibilità di amare ed essere amati per il terrore di essere lasciata e abbandonata.

Può anche capitare che la persona filofobica tenda ad evitare del tutto le relazioni concentrandosi esclusivamente su altre aree della vita, accanendosi sul lavoro o dedicando spazio e tempo soltanto agli amici.

Come convivere con chi ha paura di innamorarsi?

Se ti sei reso conto che il tuo partner potrebbe essere un “filofobico”, puoi provare a mettere in atto queste due strategie:

  1. Lascia il giusto spazio. Usi una miriade di telefonate, sms e messaggi whatsapp per cercare di essere sempre presente, ma non funziona ed il tuo partner si allontana sempre di più? Ristabilite i giusti spazi! È inutile cercare in continuazione la persona che stai frequentando, perché rischi di ottenere l’effetto opposto e farla fuggire. È molto più utile e sano cercarsi il giusto necessario, ma essere allo stesso tempo presenti dimostrando che non ci si è scordati dell’altro e che, se avesse bisogno, si è disponibili senza esercitare pressioni.

    Né spingere, né tirare…

  2. Datti tempo (e dallo all’altro). Non tutti funzionano allo stesso modo. Non tutti hanno lo stesso “tempo di innamoramento”. Magari l’altro ha bisogno di un tempo maggiore del tuo; quindi, cerca di non fare richieste invadenti o pressanti, perché rischieresti di perderlo.

Come posso fare per non avere più paura di amare?

Innanzitutto, non anticipare gli eventi che potrebbero succedere con la persona che stai frequentando.

Cerca di evitare di fare paragoni con la storia precedente: se quella storia è finita male, non è detto che anche questa andrà nello stesso modo.

E se stai pensando “incontro sempre la persona sbagliata”, chiediti se non hai fatto in modo che le storie avessero tutte la stessa sorte, anticipando gli eventi o facendo in modo che le “profezie” sulle tue storie si avverassero. Se diamo sempre la possibilità alle nostre paure di suggestionarci, quelle troveranno sempre la porta aperta!

Un buon modo per affrontare la paura è…affrontarla!

Ricorda che la paura è fondamentale: smettere di provarla è poco utile, forse addirittura dannoso. Si può domarla, si può gestirla meglio, ci si può allenare a rispondere in modi più funzionali a situazioni anche particolarmente difficili, ma farla scomparire è (per fortuna) impossibile, perché in un modo o nell’altro è un’emozione che ci protegge e che ci fa evitare i pericoli.

La vita ci propone eventi, situazioni, realtà che possono anche spaventarci, ma il problema con la paura è che ogni volta che la lasci vincere quella si prende un metro in più, restringe i confini di ciò che ti senti in grado di fare, riducendo la fiducia che hai in te.

Come puoi fare per affrontare la paura?

Se un problema ci sembra troppo grande, dividiamolo in tanti piccoli problemi: per una paura grande serve una grande soluzione, ma per piccoli problemi bastano soluzioni piccole.

Pensa a quali piccoli passi potresti fare per sconfiggere la tua paura. Se vuoi scrivili come se fossero gli step che ti permettono di scalare una montagna. Inizia dal primo e da lì costruirai la strada che ti permetterà di arrivare in vetta, passo dopo passo al di là della tua paura!

Se questi suggerimenti ti sono stati di aiuto, ma pensi di aver bisogno di qualcosa in più per risolvere del tutto questo problema, puoi consultare uno Psicologo.

La Terapia Breve aiuta la persona a ritrovare le sue risorse, risorse che possiede già, ma che in determinate condizioni non riesce a sfruttare ed ha l’obiettivo di eliminare quelle tentate soluzioni che non risolvono il problema, ma lo mantengono in vita.

Bibliografia

Algeri D., Guarasci V., Lauri S. (2019), La coppia strategica. Guida pratica per un sano rapporto di coppia. Roma: EPC.

Zeig J.K., Kulbatski T. (2012). I dieci comandamenti della coppia. Milano: Ponte alle Grazie.

Dr Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Terapia Breve
Terapia a Seduta Singola
Ipnosi

 

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