Ci sono momenti in cui la depressione può far sembrare ogni cosa più difficile.
Alzarsi dal letto, lavorare, studiare, vedere gli amici, occuparsi delle proprie responsabilità. Anche le attività più semplici possono richiedere uno sforzo enorme.
E quando questa sensazione dura nel tempo, può diventare difficile persino immaginare che qualcosa possa cambiare.
Proprio per questo una delle difficoltà più frequenti quando si vive una depressione è proprio questa: trovare l’energia per iniziare a cambiare.
Il pensiero di intraprendere una terapia può sembrare impegnativo. Si può avere la sensazione di non sapere da dove cominciare, oppure di dover raccontare tutta la propria storia prima ancora di poter stare meglio.
Le Terapie Brevi partono invece dalla situazione attuale e cercano di individuare, insieme alla persona, che cosa sta mantenendo il problema e su quale cambiamento concreto è possibile lavorare.
Questo non significa che la depressione possa essere risolta automaticamente in poche sedute. Significa piuttosto costruire un percorso focalizzato, con obiettivi chiari e verificabili, adattato alle caratteristiche della persona e alla sua situazione.
La durata e le modalità del trattamento, infatti, non possono essere stabilite in modo identico per tutti: dipendono dalla gravità dei sintomi, dalle necessità individuali e dalla risposta al trattamento.
E per approfondire questo modo di affrontare la depressione attraverso un percorso terapeutico, ho raccolto tre articoli.
1. Piccoli Passi In Tempi Brevi: La Depressione E Le Terapie Brevi
Quando si pensa alla psicoterapia, può capitare di immaginare un percorso senza una direzione precisa e senza sapere quanto durerà.
Ma cosa succede concretamente quando si inizia una Terapia Breve per la depressione?
Il primo passo è comprendere come si manifesta il problema nella vita della persona: quali sono le difficoltà principali, che cosa è cambiato, quali tentativi sono già stati fatti e quali obiettivi sarebbe importante raggiungere.
Da qui è possibile costruire un percorso più focalizzato.
L’obiettivo non è semplicemente parlare della depressione, ma comprendere come essa sta funzionando nel presente e individuare strategie che possano favorire un cambiamento.
In questo articolo vedremo quindi cosa può accadere nelle diverse fasi di un percorso terapeutico, come vengono individuati gli obiettivi e perché anche piccoli cambiamenti possono rappresentare informazioni importanti per orientare il lavoro.
Leggi l’articolo: Piccoli Passi In Tempi Brevi: La Depressione E Le Terapie Brevi
2. Depressione: Un Ostacolo Nel Rapporto Con Gli Altri
La depressione s’insinua nella vita allargandosi a macchia d’olio in tutte le sfere, a volte senza essere riconosciuta fino a portare mutamenti nel modo di pensare, di sentire e di agire.
E può contaminare anche le relazioni più importanti, come quelle affettive, familiari, relazionali e amicali.
L’umore triste porta la persona depressa ad allontanarsi dagli altri: temendo paradossalmente di essere abbandonata, abbandona lei per prima. Il calo dell’interesse verso gli altri e verso le attività porta alla diffidenza anche nei confronti dei gesti di affetto manifestati da amici e parenti. Diffidenza che porta, a sua volta, ad un maggior isolamento dove la solitudine conferma l’idea che la persona depressa ha di se stessa come inadatta, sbagliata, immeritevole di valore, incentivando l’impulsività e lo scontro con gli altri. L’atteggiamento distaccato, ritirato e spesso ostile della persona con depressione molte volte genera negli altri una risposta di allontanamento.
Il progressivo allontanamento degli altri tramuta quest’aspettativa in esperienza reale rinforzando l’idea di essere sbagliati, inadeguati, non apprezzabili: “Lo sapevo, non vado bene e gli altri non mi vogliono”.
Perché stare meglio non significa necessariamente non avere più giornate difficili.
Significa anche poter affrontare quelle giornate con strumenti diversi.
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3. Come Uscire Dalla Depressione Con Le Terapie Brevi
A volte il problema non è soltanto la depressione.
È il momento in cui ci si trova a pensare:
“Forse non sto abbastanza male per chiedere aiuto.”
Oppure:
“Dovrei riuscire a farcela da solo.”
“Prima o poi passerà.”
“Non ho nemmeno l’energia per iniziare una terapia.”
Sono pensieri comprensibili, soprattutto quando la depressione rende più difficile prendere decisioni e affrontare anche le attività quotidiane. Le persone con depressione, infatti, possono incontrare proprio nella malattia un ostacolo alla richiesta di aiuto.
Eppure non è necessario aspettare di stare malissimo per parlare con un professionista.
Una valutazione può aiutare a capire meglio che cosa sta succedendo e quali possibilità di trattamento possono essere appropriate.
In questo terzo articolo parleremo quindi del momento in cui chiedere aiuto, delle paure che possono accompagnare l’inizio di una terapia e di come può essere affrontato il primo passo.
Perché chiedere aiuto non significa aver fallito.
Può significare, semplicemente, aver deciso di non dover affrontare tutto da soli.
Leggi l’articolo: Come Uscire Dalla Depressione Con Le Terapie Brevi
Un percorso non deve necessariamente iniziare con una grande decisione
Quando si soffre di depressione, può essere difficile immaginare un cambiamento radicale.
Forse, però, non è necessario partire da lì.
Il primo passo può essere molto più semplice: parlare con un professionista e capire insieme che cosa sta succedendo.
Le Terapie Brevi rappresentano un approccio focalizzato che può essere preso in considerazione all’interno delle possibilità psicoterapeutiche per la depressione, sempre valutando la situazione individuale. Le linee guida raccomandano infatti di scegliere il trattamento considerando le necessità cliniche e le preferenze della persona.
I tre articoli raccolti qui vogliono accompagnarti proprio in questo percorso: capire come può funzionare una terapia, riconoscere i primi segnali di cambiamento e, soprattutto, capire quando può essere il momento di chiedere aiuto.
Non è necessario sapere già come stare meglio. A volte il primo passo consiste semplicemente nel permettere a qualcuno di aiutarti a scoprirlo.
Dr Flavio Cannistrà
Co-Fondatore dell’Italian Center for Single Session Therapy
co-Direttore dell’Istituto ICNOS
Terapia Breve
Terapia a Seduta Singola
Ipnosi
Bibliografia
American Psychiatric Association (2014): “Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione. DSM-5”. Milano, Raffaello Cortina Editore.
Muriana, E., Pettenò, L., Verbitz, T. (2000). I volti della depressione. Abbandonare il ruolo della vittima grazie alla terapia in tempi brevi. Milano: Ponte alle Grazie.
Stathopoulou, G. et al (2006). Exercise Interventions for Mental Health: A Quantitative and Qualitative Review. In Clinical Psychology: Science and Pratice, Volume 13, Issue 2, pages 179–193.
Trivedi, M.H. et al. (2011). Exercise as an Augmentation Treatment for Nonremitted Major Depressive Disorder: A Randomized, Parallel Dose Comparison. In Journal of Clinical Psychiatry, 72(5), pp. 677-84.
Yapko, M. (2002). Rompere gli schemi della depressione. Milano: Ponte alle Grazie.