Rapporto con il cibo: 3 articoli per migliorarlo - LO STUDIO DELLO PSICOLOGO

Rapporto con il cibo: 3 articoli per migliorarlo

Il rapporto con il cibo non sempre è piacevole, anzi, a volte è complicato e può portare a dei veri e propri disturbi.

Spesso questa relazione è caratterizzata da un uso “dannoso” del cibo, pensiamo all’obesità o al vomiting, oppure da privazioni estreme come nel caso dell’anoressia o ancora da comportamenti sregolati come nel caso delle abbuffate.

Tuttavia, non sempre questo rapporto, seppur complicato, dà origine a dei disturbi conclamati.

Alle volte, infatti, può esserci un forte disagio nelle situazioni della vita quotidiana, che può portare a delle conseguenze sul piano sociale e relazionale.

1.La Terapia Breve per migliorare il rapporto con il cibo

In questo articolo, attraverso il caso di una paziente trattata nel mio studio, ti suggerisco alcune strategie che potrebbero esserti utili per migliorare il tuo rapporto con il cibo.

Chi segue una dieta di solito si preoccupa di cosa mangia, conta le calorie, pesa i cibi, ma non considera che è altrettanto importante il come si mangia.

Sei in ufficio e ti scordi di mangiare o mangi di corsa, magari in piedi?

Ci capita spesso, infatti, di mangiare di corsa, di mangiare in piedi e di mangiare qualcosa di comprato senza nemmeno prestare troppa attenzione a cosa si stia mangiando. Di sicuro questo non fa che rendere il nostro rapporto con il cibo poco sano e poco piacevole.

Con la Terapia Breve è possibile migliorare il rapporto con il cibo anche in poco tempo.

Nell’articolo troverai alcuni suggerimenti, come questa semplice prescrizione: ogni mattina pensa:

Se oggi volessi avere un comportamento alimentare scorretto, cosa dovrei fare? ”.

Potrà sembrarti strano o bizzarro dover rispondere a questa domanda, ma ti garantisco che rimarrai stupito del risultato del tutto inaspettato.

2. La Terapia Breve per l’Anoressia

In questo articolo parlo dell’Anoressia: un disturbo che insorge, generalmente, tra i 15 ed i 19 anni, anche se i casi di esordio precoce sono sempre più frequenti, così come quelli a esordio tardivo.

Chi soffre di anoressia ha una percezione del proprio corpo completamente alterata, tende ad avere comportamenti ossessivi, soprattutto rispetto al cibo e al peso, ha spesso un’autostima molto bassa e prova stati di ansia anticipatoria.

“Non vedi quanto sei magra?”
Chi soffre di anoressia non riesce a vedere realisticamente il proprio corpo

La Terapia Breve si è mostrata un ottimo strumento, efficace ed efficiente, per far uscire la persona da questo problema in tempi accettabili, senza quindi dover restare in terapia per tanti anni.

Come?

Ciò che permette alla Terapia Breve di essere efficace è il fatto di fondare il suo intervento sulle esperienze graduali del paziente.

Far sperimentare esperienze graduali che possano permettere alla persona di abbassare quello scudo che ha messo di fronte a se stessa, arrivando a ridimensionare il controllo, riscoprendo il legame positivo con le proprie emozioni e, ovviamente, ristabilire un rapporto sano con il cibo.

In questi casi anche l’intervento della famiglia può essere davvero importante, perché può accorgersi per prima del problema e sollecitare la persona con questo disturbo ad uscirne, magari contattando uno specialista, per intraprendere insieme un percorso verso il benessere ed un sano rapporto con il cibo.

3. Che cos’è il vomiting?

Potrebbe sembrarti assurdo, ma c’è chi prova piacere ad indursi il vomito.

Qui ne parlo in maniera approfondita, dal momento che sembra che questo comportamento si sta sempre più diffondendo.

Al pari di qualsiasi comportamento, se ripetuto molte volte nel tempo, può trasformarsi in un piacere. Piacere che può essere paragonato all’orgasmo quando si parla di mettere in atto condotte di vomito autoindotto. Difficile immaginare questa associazione, ma per chi pratica il vomiting, l’atto di vomitare diventa un vero e proprio rituale che genera piacere.

Come interrompere questo comportamento?

È chiaro che è impossibile generalizzare ed intervenire su ogni caso in modo uguale.

Allo stesso tempo, però, soprattutto sulla base di alcuni studi che nel corso del tempo sono stati realizzati per comprendere meglio questo comportamento, sono stati messi a punto alcuni protocolli che sembrano essere efficaci per interrompere il vomiting e far tornare la persona ad avere un rapporto sano con il cibo.

Le Terapie Brevi sono molto efficaci in questo, perché anche con poche sedute permettono di sbloccare la situazione e trovare delle alternative attraverso delle manovre che ristrutturano l’immagine del problema e, successivamente, attraverso prescrizioni che annullino il torturante piacere di mangiare per vomitare.

Bibliografia

Giangrasso, B. (2004). La ricerca intervento nei disturbi dell’alimentazione: il vomiting. In Rivista Europea di Terapia Breve Strategica e Sistemica, 1.

Nardone G. (2011). Manuale di sopravvivenza per psico-pazienti. Come orientarsi nella giungla delle terapie della mente. Ponte alle Grazie: Milano.

Nardone G., Valteroni E. (2017). L’anoressia giovanile. Una terapia efficace ed efficiente per i disturbi alimentari. Ponte alle Grazie: Milano.

Dr Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Terapia Breve
Terapia a Seduta Singola
Ipnosi

 

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