Le forme dell'ansia: panico, fobie, ossessioni - LO STUDIO DELLO PSICOLOGO

Le forme dell’ansia: panico, fobie, ossessioni

Le forme dell'ansia

Che forme può assumere l’ansia?

Sai che le problematiche connesse all’ansia sono tra le più invalidanti e diffuse?

Uno studio europeo (lo European Study on the Epidemiology of Mental Disorders) ha valutato la diffusione dei disturbi mentali in alcuni paesi dell’UE. Ebbene, nel nostro Paese oltre 1 persona su 10 dichiara di aver sofferto di un disturbo d’ansia nel corso della propria vita.

Secondo il Policlinico Gemelli di Roma, tale prevalenza sarebbe addirittura di 1 persona su 5!

Al di là della precisione dei numeri, è chiara l’alta pervasività di queste problematiche in una società che possiede ritmi e umori capaci di innescare l’ansia nelle sue varie forme:

  • timore di non farcela
  • paura di esporsi e di affrontare la vita
  • ricerca illusoria di un maggior controllo
  • ecc. ecc. ecc.

Ecco che allora l’ansia, che di base è un meccanismo fisiologico capace di attivarci quando serve, rompe gli argini e dilaga con tanti diversi fiumi. Conoscere nomi e caratteristiche di questi “fiumi dell’ansia”, ci servirà per comprendere meglio come funziona e… come superarla.

Il Disturbo da panico

Seguendo le linee del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM), che con i suoi limiti non indifferenti è comunque un testo di riferimento per i clinici, il primo disturbo di cui ci troviamo a parlare è il Disturbo da panico.

Edvard Munch, L’urlo (1893)

Il Disturbo da panico limita fortemente la vita della persona. Infatti è caratterizzato dal ripetersi di attacchi di panico, cioè uno stato ansioso in cui si hanno sintomi come:

  • palpitazioni accellerate
  • sudorazione
  • nausea
  • oppressione toracica
  • mal di testa
  • tremori
  • fino a paura di morire o di perdere il controllo

Uscire, lavorare, addirittura stare da soli diventa insostenibile di fronte ad attacchi ingestibili e a una paura d’infinita attesa tra un attacco e l’altro.

L’Agorafobia

Spesso il Disturbo da panico si associa all’Agorafobia.

Sebbene spesso si pensi che sia la generica paura degli spazi aperti, in realtà si tratta della paura di ritrovarsi in luoghi dai quali possa essere difficile o imbarazzante uscire o chiedere aiuto. A volte, appunto, si associa agli attacchi di panico, mentre altre volte si manifesta da sola.

In ogni caso, la vita diventa una prigione e la persona smette rapidamente di fare cose quotidiane e comuni come la spesa, accompagnare i figli a scuola, guidare la macchina, passeggiare da soli…

Le Fobie specifiche

Molto diffuse e note sono anche le Fobie specifiche, paure sproporzionate verso alcune situazioni o oggetti, come:

  • luoghi elevati
  • mezzi di trasporto
  • animali o insetti
  • malattie o sangue
  • ecc.

La differenza rispetto a una paura intensa ma gestibile, è che l’oggetto/situazione della fobia provoca reazioni estreme, spesso anche in condizioni ragionevolmente sicure – addirittura si può temere di guardare in foto l’animale di cui si ha paura.

E cosa fa di solito la persona? Mette in atto un evitamento estremo dell’oggetto/situazione e di tutte quelle condizioni che potrebbero comprenderli.

Fobia sociale

Fobia sociale e paura delle relazioni con gli altri.

La Fobia sociale

Sempre nel campo delle fobie rientra uno dei disturbi d’ansia oggi più diffusi, la Fobia sociale.

In questo caso l’evitamento è diretto a una o a molte situazioni sociali. Infatti si può temere di:

  • parlare o mangiare in pubblico
  • partecipare a feste o eventi
  • guardare negli occhi le persone
  • fare o accettare complimenti
  • fino al timore di essere in situazioni dov’è richiesta qualunque performance

Anche qui, per domare il timore la persona si sente costretta a evitare tutte quelle situazioni, finendo per chiudersi in una gabbia dai confini stretti, in cui fare il minimo indispensabile che non crei angoscia.

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo

Soggetto di molti film è stato il DOC, Disturbo Ossessivo-Compulsivo. 

La persona che ne è vittima, vive ripetutamente e irragionevolmente contenuti mentali (pensieri, immagini, ecc.) e impulsi comportamentali (riordinare, controllare, fare rituali specifici, ecc.) ai quali cerca inutilmente di resistere.

Altre volte le compulsioni o le formule mentali aiutano – apparentemente – a domare l’ansia, dando un senso di estrema sicurezza. Ma, ancora una volta, come in tutti i disturbi basati sulla paura, si può arrivare a condizionare pesantemente la propria vita e a volte quella degli altri, finendo per essere domati dai rituali stessi.

Il Disturbo da stress post-traumatico

Piuttosto noto è anche il Disturbo da stress post-traumatico.

Inizialmente fu studiato sui soldati reduci dalle due Guerre Mondiali, i quali manifestavano forti sindromi ansiose riconducibili alle tremende esperienze vissute. Successivamente si è visto che per sviluppare un DSPT basta che l’evento sia vissuto come traumatico dalla persona (ad es. un incidente, un’aggressione, ecc.) e non necessariamente in assoluto (come in caso di guerre o disastri naturali).

Il disturbo, inoltre, può presentarsi anche diverso tempo dopo l’evento stesso.

Il Disturbo acuto da stress

Connesso ad esso è il Disturbo acuto da stress: una sindrome acuta che può insorgere poco dopo l’evento traumatico o estremo e che ha una durata minore. Oltre alla tipica sintomatologia ansiosa, caratteristici di questi disturbi sono quei sintomi che portano a rivivere l’evento traumatico, come flashback o incubi.

disturbo ansia generalizzata

Uno stato d’ansia continuo (Disturbo d’ansia generalizzata).

Il Disturbo d’ansia generalizzato

L’ultimo della nostra descrizione è il Disturbo d’ansia generalizzato, che indica appunto uno stato d’ansia piuttosto costante, fluttuante e generalizzato, con sintomi cronici di apprensione e angoscia.

In questo caso, generalmente la persona non vive uno stato acuto come nel Disturbo da panico (benché potrebbe avere occasionalmente degli attacchi di panico). Piuttosto, vive una costante ansia, come un sottofondo continuo, da cui è difficile liberarsi.

Cosa fare in caso di disturbi d’ansia?

È molto comune il ricorso alla pillola, investita di magiche aspettative ma anche densa di palpabili effetti collaterali.

oltre i limiti della paura

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Se il farmaco attenua l’ansia, il trattamento d’elezione è di tipo psicologico. Dalla consulenza al sostegno, fino alla psicoterapia breve, anche in poche sedute si può aiutare la persona a ritrovare un equilibrio psichico e fisico da un lato e, cosa ancor più importante, a superare le paure connesse al disturbo.

Un libro che consiglio spesso è Oltre i limiti della paura. Si tratta di una lettura molto semplice e veloce, che però spiega il funzionamento di una grande quantità di paure e dei meccanismi che le accomunano. Leggerlo può essere molto di aiuto per chi soffre per le varie forme di ansia: permette di capirle e iniziare ad affrontarle.

L’ansia è un fiume in piena che spazza via la capacità di affrontare degnamente la vita, di vivere in modo sano e senza catene. Chi viene da noi spesso è carcerato nelle proprie mura e si concede poche libertà, vittima di pensieri e sensazioni angosciose che lo perseguitano, a volte incapace persino di fare quasi qualunque cosa senza il costante supporto di qualcuno.

Un lavoro psicologico può lavorare velocemente ed efficacemente per far riprendere alla persona le briglie della propria vita.

Dr Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Terapia Breve
Terapia a Seduta Singola

Ipnosi

 

P.S.: ho pubblicato un ebook gratuito intitolato Le forme dell’ansia, dove raccolgo diversi articoli sull’ansia e le sue forme: lo trovi cliccando qui.

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Bibliografia

OMS (2004). ESEMeD (European Study on the Epidemiology of Mental Disorders). In Acta Psychiatrica Scandinavica, 2004: 109 (Suppl. 420): 21–27
Pozzi, G. (2008). Epimediologia e classificazione dei disturbi d’ansia.

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