Entrare in un nuovo anno è uno di quei momenti simbolici che, più di altri, ci mettono davanti a noi stessi, ai nostri desideri, alle nostre fatiche, alle promesse che ci facciamo quasi in automatico mentre il calendario cambia, ma che spesso, dopo poche settimane, iniziano a perdere forza, lasciandoci con la sensazione di aver fallito ancora prima di cominciare davvero, ed è proprio qui che le Terapie Brevi, ci invitano a fermarci, respirare e guardare le cose da una prospettiva diversa, più concreta, più umana e soprattutto più gentile verso di noi.
Infatti un anno non è davvero nuovo se lo attraversiamo con le stesse lenti. L’anno non diventa nuovo perché cambia il numero sul calendario, ma perché cambia il modo in cui noi lo abitiamo, lo pensiamo, lo attraversiamo, e questo è un punto centrale nelle Terapie Brevi, che ci insegnano come il problema non sia tanto “ciò che ci accade”, ma il modo ripetitivo e spesso rigido con cui cerchiamo di affrontarlo, ottenendo sempre gli stessi risultati che non ci soddisfano, alimentando frustrazione, stanchezza emotiva e quella sensazione sottile di essere bloccati, come se la vita fosse in pausa mentre il tempo continua a scorrere.
Pensiamo a quante volte diciamo: “Quest’anno sarà diverso”, ma poi ci ritroviamo a reagire allo stress nello stesso modo, a rimandare le stesse decisioni, a rimanere intrappolati nelle stesse dinamiche relazionali, a trattarci con la stessa durezza di sempre, ed è proprio qui che la consapevolezza diventa la vera chiave di accesso al cambiamento, perché senza consapevolezza non possiamo introdurre nulla di nuovo, possiamo solo ripetere, magari con più sforzo, ciò che già non funziona.
La consapevolezza come primo piccolo, ma decisivo, cambiamento
Nell’ottica delle Terapie Brevi, non serve stravolgere la propria vita per cambiare davvero, perché spesso sono proprio i piccoli aggiustamenti, le micro-variazioni negli schemi abituali, a creare effetti profondi e duraturi, e la consapevolezza è ciò che ci permette di individuare questi schemi, di riconoscerli mentre si attivano, nel quotidiano più semplice, come quando torniamo a casa stanchi e reagiamo sempre con irritazione, oppure quando ci promettiamo di prenderci cura di noi e poi mettiamo sistematicamente i bisogni degli altri davanti ai nostri.
Essere consapevoli, in questo senso, non significa giudicarsi o analizzarsi in modo ossessivo, ma iniziare ad accorgersi, con curiosità e rispetto, di come funzioniamo, di quali automatismi guidano le nostre scelte, di quali abitudini mentali ed emotive continuiamo a portare con noi anche quando vorremmo lasciarle indietro, ed è solo a partire da questa osservazione gentile che diventa possibile introdurre qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso, qualcosa che non abbiamo mai provato prima.
Per questo le Terapie Brevi lavorano molto sul concetto di “tentate soluzioni”, ovvero su tutto ciò che facciamo per risolvere un problema ma che, paradossalmente, lo mantiene o lo peggiora, e se ci fermiamo un attimo a riflettere, possiamo accorgerci di quante volte, anche all’inizio dell’anno nuovo, riproponiamo le stesse identiche strategie di sempre, come imporci obiettivi irrealistici, pretendere cambiamenti immediati, oppure dirci che “da domani” saremo persone completamente diverse, salvo poi sentirci inadeguati quando questo non accade.
Un anno può diventare davvero nuovo solo se decidiamo di introdurre nuovi schemi, nuove abitudini, nuove modalità di risposta, anche molto piccole, come concederci il diritto di dire un “no” in più, di rallentare invece di accelerare, di ascoltare un’emozione invece di scacciarla, di fare una cosa imperfetta invece di rimandarla all’infinito, e questi cambiamenti, per quanto possano sembrare minimi, sono spesso rivoluzionari perché interrompono la ripetizione, aprendo uno spazio di possibilità dove prima c’era solo automatismo.
Il nuovo inizia da come scegli di rispondere oggi
Immagina una persona che ogni anno si promette di “gestire meglio l’ansia”, ma continua a evitarne le situazioni che la attivano, rinforzando involontariamente la paura, oppure qualcuno che desidera migliorare le proprie relazioni ma continua a non esprimere i propri bisogni per timore di deludere gli altri, ritrovandosi poi a sentirsi invisibile e non compreso. Nell’ottica delle Terapie Brevi, il cambiamento non passa dal “capire perché siamo così”, ma dal provare a fare qualcosa di diverso rispetto a ciò che abbiamo sempre fatto, anche se all’inizio può sembrare scomodo o contro-intuitivo.
È proprio in questi piccoli gesti quotidiani, spesso invisibili agli altri ma profondamente significativi per noi, che l’anno inizia davvero a trasformarsi, perché ogni volta che scegliamo un nuovo schema, stiamo dicendo a noi stessi che il cambiamento non è una promessa astratta, ma un’esperienza concreta che si costruisce passo dopo passo.
Un aspetto fondamentale della consapevolezza, spesso trascurato, è l’accoglienza, perché non possiamo cambiare ciò che rifiutiamo o combattiamo continuamente, e le Terapie Brevi ci ricordano quanto sia importante smettere di considerarci “sbagliati” e iniziare a vederci come persone che hanno trovato, nel tempo, delle strategie di sopravvivenza che oggi forse non servono più, ma che un tempo avevano un senso. Entrare nel nuovo anno con consapevolezza significa quindi anche portarci dentro uno sguardo più compassionevole verso noi stessi, riconoscendo la fatica, i tentativi, le cadute, senza trasformarle in colpe, perché solo quando ci sentiamo compresi, anche da noi stessi, possiamo trovare il coraggio di sperimentare qualcosa di nuovo.
Quindi un anno non diventa nuovo perché lo decidiamo, ma perché lo costruiamo, giorno dopo giorno, attraverso nuove risposte, nuovi schemi, nuove abitudini emotive e relazionali, e la consapevolezza, nell’ottica delle Terapie Brevi, non è un punto di arrivo, ma un processo vivo, dinamico, che ci accompagna mentre impariamo a fare scelte diverse, più funzionali, più rispettose di chi siamo oggi.
Se c’è un augurio psicologico che possiamo farci entrando nel nuovo anno, è quello di non chiedere a noi stessi di essere diversi, ma di iniziare a fare qualcosa di diverso, anche solo un po’, anche solo oggi, perché spesso è proprio da lì che nasce il cambiamento più profondo, quello che, senza clamore, rende davvero nuovo l’anno che stiamo per vivere.
Dr Flavio Cannistrà
Co-Fondatore dell’Italian Center for Single Session Therapy
co-Direttore dell’Istituto ICNOS
Terapia Breve
Terapia a Seduta Singola
Ipnosi
Bibliografia
Nardone, G. (2014). La paura delle decisioni. Come costruire il coraggio di scegliere per sé e per gli altri. Milano: Ponte alle Grazie.
Nardone, G., De Santis, C. (2011). Cogito ergo soffro. Quando pensare troppo fa male. Milano: Ponte alle Grazie.
Watzlawick, P., Weakland, J., Fish, R. (1974). Change. Sulla formazione e soluzione dei problemi. Roma: Astrolabio, 1975.
Watzlawick, P. (1983). Istruzioni per rendersi infelici. Milano: Feltrinelli, 1986.