Ho bisogno dei miei spazi: dalla famiglia alla persona - LO STUDIO DELLO PSICOLOGO

Ho bisogno dei miei spazi: dalla famiglia alla persona

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Quanto spazio dedichi a te, la tua coppia e la tua famiglia?

Sei una famiglia, una coppia o… una persona?

Una delle cose che vedo di frequente nel mio studio sono delle coppie che “si sono perse”. Si tratta di persone che vivono un momento di distacco, un naufragio in cui non riconoscono più la differenza tra lo stare con l’altro e lo stare con se stessi.

Spesso questo accade con la nascita del primo figlio, in cui vanno rinegoziati alcuni accordi. Un processo tutt’altro che intuitivo, e che può portare all’indebolimento dei legami di molte coppie.

Vediamo meglio di cosa si tratta, e come la Terapia Breve possa essere d’aiuto.

Persona, coppia, famiglia

In principio c’eri tu. Con le tue passioni, i tuoi desideri, i tuoi hobby, il tuo lavoro. E anche con i tuoi ritmi, le tue necessità, i tuoi bisogni. Un’isola, a cui magari attraccavano diverse imbarcazioni, per un periodo più o meno lungo di tempo.

Poi è arrivato l’altro, e siete diventati una coppia.

All’inizio, probabilmente, era tutto fantastico. Vi siete adattati l’uno con l’altro: due isole che hanno costruito un ponte che le ha unite – e che in un certo senso le ha fatte diventare un’isola più grande. I ritmi sono cambiati, i bisogni si sono mescolati, alcuni hobby sono andati perduti, ma altre passioni sono nate.

E infine è arrivato il primo figlio (o la prima figlia). Un’isoletta in più, collegata a voi due, che vi ha trasformato in questo strano triangolo chiamato “famiglia”. Un nuovo mescolamento di energie, di cose lasciate, di nuovi apprendimenti.

E qui si sono palesati un po’ di problemi.

A chi stai dando spazio?

Uno dei problemi è che ci dimentichiamo a chi stiamo dando spazio.

Ti stai dedicando alla famiglia? E alla coppia? E a te stesso? Chi è sotto le tue lenti? E come state collaborando per cercare di creare il giusto equilibrio tra tutti gli insiemi che avete creato? Queste sono domande che dovremmo porci e che dovrebbero essere sempre presenti e mai trascurate.

Ti va di entrare un secondo nel mio studio?

Provo a spiegarti questo concetto nel modo in cui lo rappresento ai miei clienti: armandomi di carta e penna, e facendogli un semplice disegnino (“semplice”, perché le mie capacità artistiche non sono andate molto oltre la 4a elementare).

Il cerchio della famiglia

Questa figura rappresenta la famiglia:

Abbiamo un Bambino (B) e i due genitori. Dato che per il concetto che sto per spiegare è indifferente se si tratti di un Uomo e una Donna, due Donne, o due Uomini, direi che possiamo semplicemente dire che sono due Persone (P). Il termine suona un po’ neutro, ma non mi viene in mente nient’altro; inoltre non uso due G (che starebbe per Genitori) o due P (per Partner) per un motivo che sarà più chiaro tra poco.

Il cerchio rosso rappresenta l’insieme dei tre, ma anche il “centro di attenzione” di energie e tempo che i due adulti mettono a disposizione.

Significa che, quando si diventa una famiglia, ci sono una serie di cose che vanno fatte per la famiglia, nella famiglia, con la famiglia. Probabilmente sono tutte quelle cose che, più di ogni altra (persino più del legame di sangue), definiscono il concetto stesso di “famiglia”.

In altre parole, è inevitabile e necessario che ci si dedichi alla famiglia. Ma è qui che a volte sorge un problema. Anzi, una dimenticanza.

Il cerchio della coppia

Molte coppie, dopo la nascita del figlio, si “dimenticano” di essere… coppie!

Nel nostro cerchio, dobbiamo sempre considerare che coesistono contemporaneamente sia la famiglia, che la coppia:

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Le due persone adulte non sono solo due genitori: continuano a essere anche due partner.

È sano, ed è anche normale, che gli equilibri cambino. Se fino a ieri avete guidato una moto, adesso guidate un’automobile, e le cose cambiano. Può essere una bella automobile, con tutti i comfort, ma resta il fatto che è diverso dal guidare una moto. Molto.

Tuttavia, quella moto non dovrebbe essere mandata allo sfascio. Magari sonnecchia in garage un po’ più di prima – anzi, è normale e sano, come detto sopra, che lo faccia – ma non dovreste abbandonarla del tutto: il rischio è che si arrugginisca, si ossidi, e non funzioni più tanto bene.

Una coppia deve imparare a rimanere tale anche dopo la nascita di un figlio.

Quanto tempo dedicare alla coppia?

«Scusa, e quanto tempo dovrei dedicare alla coppia, rispetto alla famiglia? E, inoltre, dopo quanto dovrei riprendere le abitudini “da coppia”?»
Non so dirlo. O meglio, non so dirlo nel tuo caso.

Ho conosciuto coppie felici che quasi fin da subito, dopo un mese o due, hanno ripreso a dedicarsi degli spazi. E altre altrettanto felici che hanno fatto un anno di “rodaggio” con il nuovo assetto familiare, prima di concedersi la prima uscita da soli. E c’è chi ci mette di più, e chi di meno.

Di sicuro, però, posso dirti che molte coppie tra quelle che ho visto soffrivano perché… non erano più coppie. Si erano perse all’interno della famiglia. A volte non se ne accorgono entrambi i partner. A volte uno dei due sente molto questa necessità, mentre l’altro sembra non avvertirla, o magari la tollera meglio. 

Di sicuro, se fino a poco tempo prima vi piaceva tanto andare in moto, ogni tanto dovreste concedervi un giro.
E non solo.

Il cerchio della persona

Se volessimo ripercorrere a ritroso il viaggio, dovremmo proprio partire da qui: c’era all’inizio una persona sola, che poi ha trovato un partner, con cui ha creato una famiglia. La domanda a questo punto diviene: che fine ha fatto quella persona?

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Così come per la coppia, anche per la persona è necessario continuare ad avere dei propri spazi e dei propri momenti. Se, cioè, ora il veicolo preferito è l’automobile, e qualche volta non ci si dimentica una piacevole uscita in moto, c’è anche da considerare la necessità, per entrambi, di farsi ogni tanto una sana passeggiata da soli.

In altre parole, un’altra cosa che a volte rende scontente alcune persone è semplicemente il fatto di non essersi più ritagliati i propri spazi, per quanto piccoli possano essere: un hobby, una passione, o dei semplici spazi per sé, magari con i propri amici e amiche. Qualunque cosa va bene, purché aiuti a dar voce anche alla persona.

Ma come calcolare il tempo da dedicare a questi tre insiemi?

Una questione di equilibrio

Anche in questo caso, non posso rispondere per te. Spesso questo è proprio il lavoro che facciamo in una seduta di Terapia Breve (spesso ne basta proprio una, come insegna la Terapia a Seduta Singola).

Di sicuro una famiglia richiede tempo e dedizione: non hai comprato un nuovo gioco, hai preso un impegno, e come tale è giusto che vi dedichi la tua parte di responsabilità – fa niente se non sai come si fa, nessuno lo sa davvero all’inizio, si impara! Quindi, la famiglia richiederà, soprattutto nei primi anni, un bel po’ di attenzioni.

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Coppia, famiglia, persona… trova il giusto equilibrio per tutti e 3!

L’importante, però, è che ricordi che c’è anche una coppia. Anzi, è importante che lo ricordiate insieme. Nessuno può dirvi se è giusto uscire per conto vostro una volta al mese, due, tre o magari un weekend; né come impiegare quel tempo. Dovrete trovare il vostro equilibrio, quello che fa sentire soddisfatti entrambi.

E lo stesso vale per te stessa/o. Avrai già imparato a “dividerti” nel momento in cui hai dato vita alla coppia; a passare del tempo per conto tuo, e del tempo con l’altro – ma, attenzione, non è solo una questione di tempo: è una questione di qualità del tempo che dedichi a entrambi.

Adesso devi pensare che, anche se avrai a disposizione meno tempo (le ore sono sempre 24, ma adesso i “cerchi” sono diventati tre), una fettina dovrai pur sempre ricavartela.

Potremmo dire che l’ultima figura, quella con i 4 cerchi (il tuo, quello del tuo partner, quello della coppia e quello della famiglia), rappresenta idealmente una buona divisione del tempo: la maggior parte sarà per la famiglia, poi viene la coppia, e un po’ di tempo deve rimanere per la persona.

Conclusioni

Spesso nella terapia breve di coppia si fa proprio questo: si impara a ri-valutare i propri spazi e i propri tempi.
L’equilibrio non è sempre facile, ma è facile il modo di tornare a ripristinarlo. D’altronde partiamo da qualcosa che sai già fare e che hai già fatto: dedicare spazio a tutte le cose che ami.

Dr Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Terapia Breve
Terapia Seduta Singola

Ipnosi

 

 

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