Ci sono momenti nella vita in cui la mente sembra trasformarsi in un labirinto: più cerchi l’uscita, più ti perdi tra possibilità, paure, scenari futuri, rimpianti anticipati.
Una scelta di lavoro, una relazione da iniziare o da lasciare, un trasferimento, una decisione familiare.
In quei momenti non manca l’intelligenza, non manca la volontà, non manca neppure l’impegno. Manca qualcosa di più sottile: la chiarezza emotiva, la libertà dal blocco, la fiducia nel proprio sentire.
Come scriveva Søren Kierkegaard, “L’angoscia è il capogiro della libertà”. E quando siamo davanti a una scelta importante, è proprio questo capogiro che ci paralizza.
Le Terapie Brevi, e in particolare la Terapia Breve Strategica, offrono un modo concreto, profondo e sorprendentemente efficace per uscire da questo stato di indecisione cronica. Non attraverso lunghe analisi del passato, ma intervenendo su ciò che, nel presente, mantiene il blocco.
Perché decidere diventa così difficile?
Quando una decisione è importante, il nostro sistema emotivo si attiva come se fossimo davanti a un pericolo reale. La mente produce scenari, previsioni catastrofiche, alternative infinite.
Si attiva un meccanismo che in psicologia viene definito iper-razionalizzazione: più cerchiamo di analizzare, più ci confondiamo.
Accade qualcosa di molto umano:
- Cerchiamo la scelta perfetta
- Vogliamo eliminare ogni rischio
- Tentiamo di prevedere ogni possibile conseguenza
- Rimandiamo finché non ci sentiamo “sicuri”
Il risultato? Procrastinazione, ruminazione mentale, insonnia, tensione fisica, irritabilità, senso di impotenza.
E più aspettiamo, più la decisione diventa pesante.
Le Terapie Brevi nascono da un approccio pragmatico alla sofferenza psicologica. L’idea di fondo è semplice ma rivoluzionaria:
Il problema non è tanto la difficoltà in sé, ma le tentate soluzioni che continuiamo a mettere in atto senza accorgercene.
Nel caso dell’indecisione, le tentate soluzioni più frequenti sono:
- Pensare ancora di più
- Chiedere continuamente pareri agli altri
- Analizzare pro e contro in modo ossessivo
- Aspettare il “momento giusto”
- Evitare la scelta sperando che si risolva da sola
Paradossalmente, sono proprio queste strategie a mantenere il blocco.
Come interviene la Terapia Breve quando sei bloccato in una decisione
L’intervento non è generico, non è motivazionale, non è un semplice incoraggiamento. È strategico.
Il terapeuta non ti dice cosa scegliere. Ti aiuta a modificare il modo in cui stai costruendo il problema.
1. Ridefinizione della percezione
Attraverso domande mirate e ristrutturazioni linguistiche, il terapeuta ti aiuta a vedere ciò che prima sembrava minaccioso sotto una luce diversa.
Ad esempio:
- “Cosa accadrebbe di così terribile se sbagliassi?”
- “Qual è il costo del non decidere?”
- “Se un tuo caro fosse al tuo posto, cosa gli diresti?”
Queste domande non sono casuali: servono a spostare il focus dalla paura dell’errore alla consapevolezza delle conseguenze dell’immobilità.
Perché spesso la vera trappola non è scegliere male. È non scegliere affatto.
2. Interruzione della ruminazione mentale
La mente indecisa è una mente che gira in tondo.
La Terapia Breve utilizza tecniche concrete per interrompere questo circolo vizioso, come:
- La tecnica del tempo limitato di riflessione (decidere di pensare al problema solo in un orario preciso della giornata)
- La prescrizione del peggior scenario (immaginare volontariamente il peggio fino a renderlo meno minaccioso)
- La tecnica del “come peggiorare” (chiedersi cosa fare per restare ancora più bloccati, così da smascherare i propri automatismi)
Queste tecniche funzionano perché agiscono sul sistema percettivo-emotivo, non solo su quello razionale.
Uno degli strumenti più potenti è il Dialogo Strategico, sviluppato nell’ambito della Terapia Breve Strategica.
Non si tratta di una semplice conversazione.
È una modalità di comunicazione strutturata che guida la persona a scoprire da sola ciò che la tiene bloccata.
Il terapeuta utilizza:
- Domande a illusione di alternativa
- Riformulazioni evocative
- Metafore terapeutiche
- Paradossi
Ad esempio:
“Lei teme di scegliere e sbagliare, oppure teme di non scegliere e rimanere fermo?”
In questa domanda non c’è spazio per l’evitamento. Si sposta l’attenzione sul costo dell’inazione.
Il Dialogo Strategico ha una funzione quasi maieutica, ricordando il metodo di Socrate: attraverso le domande, la persona arriva a una verità che sente propria, non imposta dall’esterno.
Ed è proprio questo che scioglie il blocco: la responsabilità consapevole, non la pressione.
Ma se scegli di farti aiutare dalle Terapie Brevi, funzionano davvero?
Le Terapie Brevi funzionano perché:
- Intervengono su come il problema si mantiene, non solo sulle sue cause
- Utilizzano il linguaggio come strumento di cambiamento
- Agiscono sulle emozioni attraverso l’esperienza concreta
- Producono piccoli cambiamenti che generano effetti a cascata
Non si tratta di scegliere al posto tuo. Si tratta di restituirti la capacità di scegliere.
C’è una verità profonda che spesso emerge nel percorso terapeutico: ogni scelta implica una rinuncia.
Come scriveva Italo Calvino, “La leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto.”
Decidere significa accettare di non poter controllare tutto, di non poter vivere tutte le vite possibili. Significa scegliere una direzione e darle senso strada facendo.
La Terapia Breve non elimina l’incertezza. Ti aiuta a conviverci senza esserne paralizzato.
E quindi se ti senti bloccato, questo è per te
Se stai leggendo e ti riconosci in queste parole, forse stai attraversando uno di quei momenti in cui la notte porta più domande che risposte.
Forse ti senti stanco di pensare. Forse hai paura di sbagliare. Forse ti senti inadeguato perché “gli altri sembrano decidere facilmente”.
L’indecisione non è un difetto di carattere. È spesso il risultato di un eccesso di responsabilità, di perfezionismo, di bisogno di controllo.
Le Terapie Brevi offrono uno spazio in cui sentirsi accolti, compresi, ma anche delicatamente sfidati a cambiare prospettiva. Perché a volte la soluzione non è capire di più. È fare un’esperienza diversa del problema.
Ogni decisione importante è, in fondo, un atto di fiducia verso se stessi. La Terapia Breve ti accompagna proprio lì: nel punto in cui smetti di cercare la garanzia assoluta e inizi a scegliere con consapevolezza. Non perché non hai più paura, ma perché la paura non decide più al posto tuo.
E forse, come accade nei grandi romanzi di formazione, scoprirai che non era tanto la scelta a dover cambiare la tua vita, ma il modo in cui hai imparato a guardarla.
Dr Flavio Cannistrà
Co-Fondatore dell’Italian Center for Single Session Therapy
co-Direttore dell’Istituto ICNOS
Terapia Breve
Terapia a Seduta Singola
Ipnosi
Bibliografia
Erickson, M.H. (1982). La mia voce ti accompagnerà. Roma: Astrolabio, 1983.
Nardone, G. (2014). La paura delle decisioni. Come costruire il coraggio di scegliere per sé e per gli altri. Milano: Ponte alle Grazie.
Nardone, G., De Santis, C. (2011). Cogito ergo soffro. Quando pensare troppo fa male. Milano: Ponte alle Grazie.